Ogni mattina ci alziamo, facciamo colazione, andiamo a lavorare o a scuola, usciamo con gli amici, insomma ci buttiamo nei mille riti della vita senza immaginare che, da qualche parte (e spesso dietro l'angolo), si combatte qualche sfida tra civiltà interplanetarie, pronte a fare della Terra un bocconcino appetitoso. Insomma, come dice Tommy Lee Jones, siamo delle caccole nell'universo e l'Apocalisse potrebbe andare in scena tra un quarto d'ora. Se non fosse per loro. Loro chi? Loro. Vi basti sapere questo e, anzi, è fin troppo: meglio azzerarvi la memoria con il neuralizzatore, così non farete domande scomode. Se pensate che stiamo delirando, sappiate che questo delirio cioè Men In Black ha incassato nel mondo 570 milioni di dollari. Trionfo degli effetti speciali impiegati ogni tre per due dai maghi della Industrial Light & Magic e dalIa star del settore Rick Baker Men In Black è la risposta umoristica a X Files, e l'erede anni novanta di Ghostbusters. Tommy Lee Jones e Will Smith sono gli agenti in nero Kappa e Jay, il cui compito è controllare la condotta degli alieni sulla Terra, mantenendola segreta agli uomini. Sì, perché la Terra è piena di esseri venuti dallo spazio, solo che nessuno lo sa e quando ce ne accorgiamo, arrivano loro a pulirci la memoria e a spiegarci che era tutto un equivoco, abbiamo visto male e ci conviene dormirci sopra. La missione più difficile capita a Kappa proprio quando si sceglie come compagno di lavoro il giovane poliziotto Edward, arruolato ed addestrato per diventare un Man In Black. Una schifosa e gigantesca piattola è scesa sulla Terra per rubarsi una galassia miniaturizzata e conservata, da altri alieni, in un ninnolo appeso al collo di un gatto domestico: con la galassia fra le mani (anzi, fra le zampe) l'Insettone può far saltare una pace intergalattica. Va fermato e a questo devono pensare i Men In Black, coppia assortita, dal momento che Kappa è uno scorbutico, che ha perso il gusto della vita e vede il bicchiere sempre me
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